RespiriAMO più GREEN!

Sono una pendolare per scelta, preferisco utilizzare i mezzi pubblici ed evitare di prendere la macchina per andare al lavoro. Quante auto servirebbero a trasportare tutte quelle persone che ospita una metro? Se possiamo fare qualcosa per salvaguardare l’ambiente in cui viviamo e non peggiorare l’aria che respiriamo, perché non farlo? E poi, ad essere sincera, anche per comodità. Odio essere bloccata nelle ore di punta, le strade sono invivibili, i frequenti ritardi anche se parti in anticipo, e poi non parliamo di quando vedi quel cartello luminoso, con l’omino che impugna un badile (o almeno questo è quello che scaturisce dalla mia mente) con scritto: stiamo lavorando per voi. E dentro di te pensi: ma proprio oggi, ma perché, e poi proprio ora, nel senso adesso. Non ti resta altra scelta che aspettare, ti metti in coda e attendi pazientemente un po’ come quando sei in sala d’aspetto dal dottore e non vedi l’ora che la gentile segretaria con il camice bianco seduta dietro la scrivania pronunci il tuo cognome - e poi a seguire - “prego si accomodi pure”.  Sono passati solo 10 minuti eppure ti sembrano un’eternità, decidi di chiedere aiuto e confrontarti con il tuo amico google maps, così solo tanto per sapere di che morte devi morire, ed ecco che il tuo tragitto casa-lavoro si colora di un bel rosso acceso, allora in quell’esatto momento capisci che rimarrai imbottigliato nel traffico a lottare con tutti quelli che come te cercano di guadagnare ogni singolo centimetro di strada a colpi di clacson ed insulti pur di uscire da quell’incubo e poter passare da zona rossa a blu.

VIVA i mezzi pubblici perché mi salvano dalla giungla degli automobilisti.

Finalmente una volta arrivati a destinazione c’è chi parcheggia la macchina (se è cosi fortunato da trovare posto) e chi invece come me (e chissà quante altre persone) scende dal mezzo pubblico - tram, metro, treno o autobus che sia - e vanno a chiudersi dentro quattro mura. Le persone, nell’arco della giornata, trascorrono la maggior parte del proprio tempo in ambienti chiusi (indoor). I risultati di numerosi studi mettono in evidenza che la concentrazione di inquinanti nell’aria indoor è spesso superiore ai rispettivi valori esterni. Misure effettuate in edifici del Nord Italia hanno evidenziato che all’interno delle abitazioni è presente una concentrazione di inquinanti mediamente 10 volte più alta di quella esterna 3,25 mg/mc contro 0,37 mg/mc (fonte: Inquinamento Indoor-Outdoor, ed. DEI). L’Organizzazione Mondiale della Sanità, tramite il documento del “The Right to Healthy Indoor Air”, ha riconosciuto una salutare aria indoor come un diritto umano fondamentale e anche la Commissione Europea ha adottato la Strategia Ambiente e Salute, che pone tra gli obiettivi prioritari la riduzione degli effetti negativi sulla salute dovuti ai fattori ambientali, tra cui i disturbi respiratori, l’asma e le allergie associate all'inquinamento dell’aria esterna e degli ambienti chiusi. L’insieme di queste patologie entra a far parte della SBS ovvero della Sick Building Syndrome (SBS), ovvero sindrome dell’edificio malato, e Building Related Illness (BRI).

Come abbiamo visto nell’articolo precedente dal titolo: l’intelligenza verde (se non l’avessi ancora letto cosa stai aspettando?) le piante e i fiori stanno diventando un trend del momento, essenziali per arredare, decorare in modo creativo e originale a seconda del tuo gusto uno spazio. Ora vi suggerirò un ulteriore buon motivo per condividere il vostro luogo di lavoro con una pianta. Un bagaglio di conoscenza che ci portiamo dietro sin dai tempi delle elementari è che le piante attraverso la fotosintesi clorofilliana sono in grado di assorbire anidride carbonica e di rilasciare ossigeno, oltre questa funziona riescono a neutralizzare sostanze organiche volatili (VOC) presenti nelle nostre case grazie a degli enzimi detti metilotrofi. I VOC (volatile organic compounds) sono composti chimici di vario genere, formati da molecole di differente natura, ma tutte caratterizzate dalla volatilità, cioè dalla capacità di evaporare facilmente nell’aria a temperatura ambiente. Naturalmente, gli effetti dannosi di questi composti dipendono dalla quantità della loro concentrazione negli ambienti e dalla durata dell’esposizione. Le sorgenti inquinanti sono le attività degli occupanti, le condizioni igieniche, gli arredi, gli impianti di ventilazione, gli elettrodomestici e la gestione del sistema edificio impianto. Alcuni esempi concreti di elementi inquinanti che possiamo trovare in un ufficio sono: le stampanti, i mobili, la moquette, i solventi, gli adesivi, le colle, le finestre su strade trafficate, detersivi per la pulizia, i materiali di costruzione, le tinteggiature, il fumo di una sigaretta, i rivestimenti e mille altre cose ancora.

Non siate scettici perché quello di cui vi sto per parlare non è fonte di credenze popolari o di salutisti fissati, ma di numerose ricerche scientifiche tra cui esperimenti condotti dalla NASA. Alla fine degli anni ’80  gli scienziati stavano studiando come ricreare un ambiente ideale e sistemi alternativi per purificare l’aria respirata dagli astronauti, costretti a vivere in ambienti chiusi ermeticamente per lunghi periodi. La scoperta quasi casuale della proprietà disinquinante delle piante ha suscitato l’interesse e lo studio in maniera più approfondita degli specialisti del settore, che hanno individuato le specie maggiormente in grado di filtrare l’aria a seconda delle sostanze tossiche presenti nell’ ambiente.

Alcune delle protagoniste sono: l’areca o Palma Areca  è una pianta da appartamento originaria del Madagascar.

Pianta estremamente decorativa con foglie lunghe ed appuntite dal colore verde brillante. Coltivata in vaso e posta in una zona luminosa della casa, ma non ai raggi diretti del sole (la temperatura ideale è quella che si aggira sui 25-30 ˚).

Pothos, pianta da appartamento per eccellenza è un sempreverde viene soprattutto utilizzata per scopi ornamentali per merito della sua capacità di adattamento e resistenza, è in grado di purificare l’aria contaminata dai gas di scarico dell’automobile.

La Sansevieria trifasciata laurentii, conosciuta come “lingua di suocera” è una delle più efficaci nel depurare l’aria domestica.

Questa pianta è in grado di filtrare varie sostanze, tra queste la formaldeide sprigionata nell’ambiente domestico mediante i classici detergenti per la pulizia. Può essere sistemata in bagno perché non necessità di eccessiva luce.

Queste sono solo alcune delle infinite piante con proprietà depurative, ovviamente la scelta della pianta deve tener in considerazione i gusti personali.

Scegliamo in prima persona di essere più sostenibili, o come si dice oggigiorno, di essere più eco-friendly. Ognuno di noi deve sentirsi più responsabile verso il pianeta: tu che stai leggendo questo articolo credici e “sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

Anna Biraschi

Floral Designer e Florovivaista

Photo credits @ HTLC Network Group & Pinterest


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